CHIAMATI AD ESSERE FIGLI NEL FIGLIO

Da Il PICCOLO Faenza - il settimanale di informazione e cultura della Diocesi di Faenza-Modigliana - n. 33 del 22 settembre 2017

EDUCARE ALLA VOCAZIONE (2)
Seconda sera: martedì 26 settembre 2017 - ore 20.30 - Seminario Diocesano
Chiamati ad essere FIGLI NEL FIGLIO
“...nella misura che conviene alla piena maturità di Cristo” (Ef 4,13)
Verso la maturità cristiana
Relatore: Don Andrea Turchini – parroco a Santarcangelo (diocesi di Rimini)

Impegnati ad essere belle persone, siamo chiamati anche ad essere figli di Dio. Il primo protagonista della vocazione è Dio che viene indicato dalla Bibbia come «Colui che chiama per nome».
“Benedetto Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo, che ci ha benedetti con ogni benedizione spirituale nei cieli, in Cristo. In lui ci ha scelti prima dello creazione del mondo, per essere santi e immacolati di fronte a lui nella carità, predestinandoci a essere per lui figli adottivi per opera di Gesù Cristo, secondo il disegno d'amore della sua volontà” (Ef 1,3-5).

La vocazione cristiana è anzitutto chiamata ad un rapporto con Gesù Cristo, per cui Egli diventa il punto di riferimento ultimo della mia vita, Colui dal quale mi lascio guidare e formare; lo accolgo come il "Maestro", come Colui che “dirige” il mio cuore, il mio modo di ragionare, di scegliere, di vivere. 
Il cristiano, dunque, non è semplicemente una persona  che compie una serie di pratiche religiose (prega, va a Messa, fa qualche opera di carità...), ma colui che dà unità alla propria vita, chiedendosi in ogni situazione: "che cosa farebbe Gesù al mio posto?"  
E, in questo cammino, sperimenta come il riferimento a Gesù è un bene per lui, non mortifica la sua umanità, ma, al contrario, la rende "compiuta", vera, piena di senso; non limita la sua libertà che anzi è resa effettiva, autentica.

Non meno protagonista della sua vocazione è l'uomo: ognuno è chiamato a rispondere nella libertà e responsabilità.
Ogni vera esperienza con l’amore infinito di Gesù Cristo ci porta di conseguenza ad una risposta d’amore. Davanti ad un amore che si dona in tal modo e con tale magnanimità, com’è l’amore di Cristo, noi non possiamo rimanere fermi. Nasce l’esigenza di una risposta d’amore. E quanto più intenso e assoluto è questo amore, più intensa ed assoluta deve essere la nostra risposta. Ad un amore che tutto dona, la risposta non può essere che quella dell’adesione di fede, dell’accoglienza di questo amore e dell’offerta della nostra vita. 

per l'Ufficio Catechistico
don Antonio Taroni



TERZO  APPUNTAMENTO:  MARTEDÌ 3 OTTOBRE – ORE 20.30 – SEMINARIO DIOCESANO