L'IDENTITA' DEL CATECHISTA


Da Il PICCOLO Faenza - il settimanale di informazione e cultura della Diocesi di Faenza-Modigliana - n. 31 del 31 agosto 2018

L'IDENTITA' DEL CATECHISTA
Gli incontri della "Tre sere" per catechisti, educatori, genitori programmati per il prossimo settembre, vorrebbero rispondere a questa domanda: qual è l'identità di coloro che sono chiamati a educare le nuove generazioni?
Un problema scottante su cui è ormai inderogabile riflettere se vogliamo provare a invertire la marcia della deriva educativa che produce attualmente gravi disagi sociali.
Quando si tratta di educazione sappiamo che stiamo facendo il "lavoro più importante del mondo". Un bambino non diventa persona se non viene educato. Quando poi si parla di iniziazione alla fede o di sostegno alla formazione permanente, l'importanza va moltiplicata per infinite volte.
Ma chi deve iniziare alla fede? Si parla di catechisti. E chi sono i catechisti?
"Ogni cristiano è responsabile della parola di Dio, secondo la sua vocazione e le sue situazioni di vita, nel clima fraterno della comunione ecclesiale. [...] Il cristiano è, per sua natura, un catechista: deve prendere coscienza della sua responsabilità e deve essere esortato e preparato a esercitarla" (Rinnovamento della Catechesi 183).
"Per una catechesi sistematica, la comunità cristiana ha bisogno di operatori qualificati" (RdC 184).
Qual è dunque l'identità di coloro che sono chiamati per questa missione?
"Il catechista dell'Iniziazione Cristiana è un testimone di Cristo, mediatore della parola di Dio, 'compagno di viaggio', educatore della vita di fede, uomo o donna pienamente inserito nella comunità cristiana e nel contesto culturale e vitale del mondo d'oggi". (UCN, La formazione dei catechisti nella comunità cristiana).
Nell'assolvimento del loro compito i catechisti fanno molto di più che insegnare una dottrina. Sono testimoni e partecipi di un ministero che essi stessi vivono e comunicano agli altri (RdC 185).
Ma come si può svolgere coscientemente la missione di catechista senza la dovuta preparazione? Preparazione che riguarda il fare catechismo, ma soprattutto l'essere catechista.
E cosa significa "essere catechista"? ""Essere" catechisti! Non lavorare da catechisti: questo non serve! Io lavoro da catechista perché mi piace insegnare... Ma se tu non sei catechista, non serve! Non sarai fecondo, non sarai feconda! Catechista è una vocazione: "essere catechista", questa è la vocazione, non lavorare da catechista. Badate bene, non ho detto "fare" i catechisti, ma "esserlo", perché coinvolge la vita. Si guida all'incontro con Gesù con le parole e con la vita, con la testimonianza." (Papa Francesco ai partecipanti al Congresso internazionale sulla catechesi - 27 settembre 2013).
Non si vuole con questo allontanare nessuno, ma solo evidenziare la necessità di prestarsi per un servizio così importante disposti a formarsi continuamente.
Fare il catechista non è un hobby, un piacere fatto al parroco, una pur lodevole attività filantropica di dopo-scuola. Essere catechista non è fare qualcosa, ma divenire in pienezza collaboratori di Dio, realizzare la propria umanità: e questo può avvenire solo all'interno di una comunità, nel servizio e nel dialogo con l'altro.
Si è catechisti nella misura in cui dentro di noi si svolge l'azione misteriosa del Risorto e del suo Spirito. E' questa azione che genera in noi la gioia che ci stimola a questa grande missione.

don Antonio Taroni
per l'Ufficio Catechistico Diocesano